‘Reddito, consumi, attività commerciali’: bilancio dell’incontro con il prof. Ferrero (Università di Urbino)

Morciano di Romagna – Focus su economia e commercio – Negli ultimi 14 anni crescono gli addetti del settore terziario e diminuiscono quelli dell’industria – Il commercio si conferma il ‘motore’ del tessuto economico locale

L’analisi del prof. Ferrero (Università di Urbino): “Consumi sempre più orientati al benessere individuale e alla qualità della vita – In-store marketing e nuove tecnologie sono le sfide fondamentali per il futuro del commercio”

Il settore terziario continua ad essere il ‘motore’ dell’economia di Morciano di Romagna: nell’arco di 14 anni la sua incidenza sul totale degli addetti è passata dal 60 all’85%, percentuale del tutto simile a quella di grandi città come Roma e Milano. Un incremento che, tuttavia, si collega a un profondo mutamento nel settore dei servizi e del commercio e ad un radicale cambiamento delle abitudini dei consumatori, dovuto anche all’avvento dell’e-commerce (passato da un fatturato di 4,9 miliardi nel 2007 a 35,1 miliardi nel 2017). Capacità di innovazione, creazione di valore e crescita della produttività diventano quindi la chiave per consentire a negozi ed attività commerciali di affrontare al meglio le sfide del futuro.
Sono queste alcune delle considerazioni emerse durante l’incontro ‘Reddito, consumi, attività commerciali’, promosso da Comune e consorzio ‘Commerciamo’ e curato dal professor Giancarlo Ferrero, del Dipartimento di Economia dell’Università degli Studi di Urbino. All’incontro hanno preso i rappresentanti delle associazioni di categoria e i titolari delle attività morcianesi.

L’analisi del prof. Ferrero parte dallo studio dei dati e delle attitudini del tessuto economico morcianese in un periodo che va dal 2001 al 2015. “In questo periodo a Morciano di Romagna – spiega il prof. Ferrero – gli addetti al terziario sono passati da 1.494 a 1.937, con una forte crescita nel primo decennio ed una sostanziale stabilizzazione negli ultimi 5 anni caratterizzati dal calo del PIL a livello nazionale. Nel contempo, si è registrato una riduzione di 600 addetti nell’industria”. Una tendenza in linea con quella che si riscontra nel resto d’Italia, con i lavoratori del terziario che pesano sul Pil per il 75% del totale. “A Morciano – prosegue il prof. Ferrero – il comparto di maggiore rilievo è il commercio (563 add.), seguito dall’istruzione (297 add.) e dalla sanità e assistenza sociale (207 add.), ma va evidenziata anche l’importanza delle attività professionali, scientifiche e tecniche (164 add.) e dei servizi di alloggio e ristorazione (171 add.) che negli ultimi anni hanno avuto una crescita rilevante (periodo 2012-2016: + 51%)”.

Partendo dai numeri, è quindi necessario comprendere quali siano i trend evolutivi della domanda e in che modo i consumatori, nei prossimi anni, tenderanno ad orientare le loro scelte. Proprio su questo tema si focalizza la seconda parte dello studio. “Due aspetti vanno analizzati: da un lato i comportamenti di consumo, sempre più attenti al benessere individuale e alla qualità della vita, dall’altro gli effetti della dinamica tecnologica – continua Ferrero -. Con riferimento al primo aspetto si rileva una crescita delle spese per tutti i servizi ed i prodotti che contribuiscono alla salute fisica (prodotti salutistici, biologici, con pochi grassi, con ingredienti naturali, ecc.; esercizio fisico; diete ed analisi per la prevenzione di malattie), ad una vita più confortevole (cibi pronti, pasti fuori casa, domotica, internet veloce), al piacere dell’estetica (centri estetici e centri benessere, presentazione del cibo, accessori personali e arredamento di design, visite a mostre e musei), alla valorizzazione delle proprie capacità (selettività e competenza negli acquisti, richiesta di prodotti personalizzati, valorizzazione della propria creatività e voglia di protagonismo facendosi coinvolgere nei processi di creazione e produzione dei beni), alla possibilità di vivere sensazioni ed esperienze nuove (atmosfera dei punti vendita, modi innovativi di vivere la musica, l’arte, i raduni), allo sviluppo di nuove relazioni (le neotribù che sorgono intorno a marchi o prodotti, condivisione di esperienze di consumo attraverso i social network), alla salvaguardia dell’ambiente (prodotti green, a km. zero, uova di galline allevate a terra)”.

Quanto alla dinamica tecnologica “la prossima sfida sarà rappresentata dalla crescente velocità di connessione (reti 5G) e dalla diffusione di oggetti intelligenti, dotati di sensori utilizzati per operazioni di monitoraggio e controllo a distanza, capaci di dialogare tra loro (internet delle cose). Nel contempo si svilupperanno per le imprese nuove possibilità di studiare e conoscere i consumatori (big data, neuromarketing, business intelligence) e di dialogare con loro mediante gli smartphone”. Per il futuro delle attività commerciale diventeranno dunque fondamentali “l’in-store marketing, che richiede attenzione all’evoluzione dei format ed alla capacità di attrazione, creando un’atmosfera attraente sotto il profilo funzionale, sociale, sensoriale, esperienziale” e “la valorizzazione delle possibilità messe in campo dalla tecnologia, attraverso le interazioni e le offerte realizzabili mediante la geolocalizzazione dei consumatori, i social network, gli smartphone, display touch-screen o app di realtà aumentata, l’integrazione con l’e-commerce”.

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